Il Polittico di Lorenzo d’Alessandro

HOME / Il Polittico di Lorenzo d’Alessandro

Il Polittico di Lorenzo d’Alessandro nella Chiesa di San Francesco a Serrapetrona

Precedentemente attribuito al folignate Niccolò Alunno, solo all’inizio del Novecento il polittico viene identificato come opera di Lorenzo d’Alessandro detto il Severinate grazie alle ricerche archivistiche di Raul Paciaroni il quale trova un documento relativo al saldo del contratto, datato 1496, stipulato tra magistrum Laurentium e Mariano di Gentile di Serrapetrona. Lorenzo D'Alessandro, Polittico, SerrapetronaLa datazione finalmente rende giustizia a quanto sostenuto da Berenson, da Perkins e dalla critica successiva. L’ancona risplende ancora oggi sull’altare maggiore della chiesa di S. Francesco testimoniando la fedeltà della comunità locale alla Chiesa mediante l’esaltazione e la celebrazione della figura di S. Francesco esempio di vita cristiana e apostolica, modello di spiritualità e di devozione. Il sontuoso polittico, a due ordini, è racchiuso entro una ricca cornice tardogotica commissionata all’intagliatore e intarsiatore di San Severino Domenico Indivini nel 1477 forgiata sui modelli dei fastosi retabli veneti tipici dei fratelli Vivarini. La modanatura lignea, richiedente tempi lunghi di lavorazione per la complessità della carpenteria, dell’intaglio, e del decoro diviene spesso più costosa della stessa stesura pittorica, questo può in qualche modo giustificare il lungo lasso di tempo che intercorre tra la realizzazione della struttura e l’elaborazione della pittura prima che l’opera sia consegnata (1477-1496).
Nel pannello centrale del primo ordine campeggia la figura della Vergine che adora il Bambino disteso sulle sue ginocchia mentre ai lati due angeli musicanti suonano un tamburello basco e una rudimentale arpa, strumenti familiari al pittore noto anche come conoscitore di musica e suonatore di liuto.L’imago pietatis che si affaccia sulla tavola centrale, seppur resa con grande autonomia di espressione, presenta componenti dell’arte veneta non solo del Vivarini o del Bellini ma anche del Crivelli. Colpisce il contrasto rappresentativo che si rileva tra la sofferenza di un corpo martoriato e l’espressione del viso rasserenato di Cristo, in confronto al duro patetismo degli angeli accorsi a sostenerlo.
Nel primo ordine su un pavimento marmoreo dai colori cangianti e politonali si stagliano le immagini dei Santi a figura intera: a destra della Madonna sono S. Pietro e S. Giacomo, a sinistra S. Francesco e S. Sebastiano. In alto nel secondo ordine, a destra della cimasa, compaiono S. Michele Arcangelo e S. Caterina d’Alessandria, a sinistra sono S. Giovanni Battista e S. Bonaventura.
A rimarcare e sottolineare il tema cristologico ed evangelico, nella predella, sono effigiati i dodici apostoli racchiusi tra S. Caterina e S. Apollonia contrapposte a S. Lucia e S. Nicola da Tolentino. Al centro fiorisce un rosone traforato posto tra due serie di bifore.

Lorenzo D'Alessandro, Polittico, SerrapetronaL’importanza e l’eleganza di questa cornice è data dalle colonnine tortili che sostengono l’imposta degli archi retti da eleganti capitelli con foglie di acanto; al centro della struttura lignea aggetta un lanternino esagonale traforato al cui apice domina il busto benedicente di Dio Padre; ai lati si ergono cuspidi, guglie e pinnacoli realizzazioni di fine intaglio e di elaborato traforo.Lo splendore dei colori e la luce che fluttua collocano il polittico al primo periodo della maturità del maestro, chiamato probabilmente ad eseguire l’affresco raffigurante la Madonna con Bambino fra i Ss. Giovanni Battista e Sebastiano per la chiesa di S. Maria Grazie su commissione dei Padri francescani di Serrapetrona. Lorenzo, cresciuto nel clima culturale locale, più che alle domestiche botteghe del concittadino Bartolomeo Frinisco o di Cristoforo di Giovanni, preferisce volgere il proprio interesse verso altri artisti, quali il camerte Girolamo di Giovanni, l’umbro Niccolò Alunno, e il veneto Carlo Crivelli. Dalle loro opere apprende gli insegnamenti derivanti dalla lezione luministica di Piero della Francesca, l’uso di una narrazione favolistica, la stesura di una pittura smaltata e preziosa, la nervosa secchezza anatomica e l’impiego di ampi panneggi, senza mai giungere ad una rilettura critica dei suoi modelli.

La collaborazione tra due grandi maestri della maniera adriatica, l’intagliatore Domenico Indivini e il pittore Lorenzo d’Alessandro, rende nel polittico di Serrapetrona quella plasticità propria dell’arte rinascimentale.