Monte San Martino

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La rupe di Monte San Martino domina l’alta valle del Tennamontesanmartino e il vasto paesaggio dei Monti Azzurri che dai Sibillini arriva all’Appennino maceratese. Il piccolo borgo racconta una storia di ricchezza che nel Medioevo e nel Rinascimento ha portato qui famiglie nobili. Il gusto dell’arte e dell’architettura si mescola alla sensibilità popolare svelando angoli che ci fanno immergere nelle scenografie dei Crivelli. Qui viene coltivata la mela rosa dei Sibillini, piccola e gustosa varietà, adatta ad essere conservata nei lunghi inverni.
Monte San Martino si trova a 600 m s.l.m. ed è abitato da solamente 810 anime. Incerte sono le origini del paese: alcuni ritengono che Monte San Martino fosse una colonia di Piceni, altri un luogo di villeggiatura dei romani patrizi, essendo il paese discendente dell’antica Faleria (oggi la vicina Falerone). In età medievale, da Arx Rubertana, il paese assume il suo attuale nome di Monte San Martino. Schierandosi con la parte guelfa, il paese ottenne molti vantaggi, tra cui la possibilità di essere governato dai suoi stessi signori, anche se il periodo di massima estensione di vita commerciale si ebbe sotto il potere del governatorato dei Da Varano, governatori di Camerino. Patrono del paese è, appunto, San Martino, vescovo di Tours, che dà il nome alla Chiesa di San Martino, posta in posizione dominante, sulla sommità del colle. Altre chiese importanti sono la Chiesa di Sant’Agostino, di origini quattrocentesche,  la Chiesa di Santa Maria del Pozzo, dove si trovano due polittici quattrocenteschi, e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la quale si trova a qualche centinaio di metri dal paese, sotto un roccione. Da segnalare anche la Pinacoteca Civica “Monsignor Armindo Ricci”: una donazione da parte del Monsignore di 38 opere risalenti al XVII secolo, dipinte a olio su tela, su rame e pregiatissimi intagli sul legno.